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Negli ultimi anni il quadro normativo italiano e regionale ha introdotto un’importante novità per tutte le imprese: la stipula di una polizza catastrofale obbligatoria contro danni derivanti da eventi naturali estremi.
Questa misura non è solo una formalità burocratica, ma una scelta strategica per rafforzare la resilienza delle imprese e allinearsi ai requisiti richiesti per accedere a finanziamenti pubblici regionali.
L’obbligo di stipulare una polizza assicurativa contro eventi catastrofali trae origine dalla Legge di Bilancio 2024 (art. 1 commi 101-112, Legge n. 213/2023), che ha segnato un primo fondamentale passo nella gestione del rischio naturale in Italia.
La legge ha riconosciuto che fenomeni come alluvioni, terremoti, frane e inondazioni possono avere impatti devastanti sulle imprese e sulla continuità produttiva, comportando costi enormi sia per le singole realtà che per l’intera collettività.
Negli ultimi decenni, l’Italia ha pagato un prezzo altissimo agli eventi naturali: basti pensare al terremoto dell’Aquila, all’alluvione in Emilia-Romagna o ai sempre più frequenti fenomeni meteorologici estremi.
I danni, spesso miliardari, non colpiscono solo beni e infrastrutture, ma mettono in ginocchio intere economie locali. In questo scenario, l’assicurazione obbligatoria rappresenta un cambio di passo: da una logica di “intervento post-disastro” a una cultura della prevenzione.
La norma ha quindi previsto che tutte le aziende iscritte al Registro delle Imprese siano dotate di una copertura assicurativa adeguata sui beni materiali più rilevanti (terreni, fabbricati, impianti, macchinari e attrezzature) per mitigare gli effetti economici di tali eventi.
Non sono mancate le polemiche. Alcune associazioni di categoria lamentano l’ennesimo onere burocratico a carico degli imprenditori, soprattutto per le micro-imprese già in difficoltà a livello finanziario.
Tuttavia, secondo molti analisti, si tratta di un investimento più che di un costo: in caso di calamità, poter contare su una copertura assicurativa significa continuare l’attività, salvare posti di lavoro e tutelare l’economia locale.
Inoltre, l’obbligo potrebbe dare impulso al settore assicurativo, stimolando la creazione di prodotti più accessibili, flessibili e su misura per le diverse tipologie di imprese.
Guarda l’articolo pubblicato in Gazzetta ufficiale.
La normativa ha introdotto scadenze differenziate in base alla dimensione dell’impresa, allo scopo di garantire graduali adempimenti e gestire l’effetto dell’obbligo soprattutto sulle piccole realtà.
| Dimensione aziendale | Scadenza per stipulare la polizza |
|---|---|
| Grandi imprese | Entro il 31 marzo 2025 (con moratoria di 3 mesi) |
| Medie imprese | Entro il 1° ottobre 2025 |
| Piccole microimprese | Entro il 31 dicembre 2025 o con aggiornamenti successivi al 1° gennaio 2026 |
Queste proroghe sono state concepite per dare più tempo alle PMI di gestire l’adeguamento senza compromettere la loro operatività, considerando l’onere amministrativo e i costi associati.
Oltre all’adempimento normativo, la polizza catastrofale offre importanti vantaggi pratici per le imprese:
In caso di eventi catastrofali (terremoti, alluvioni, inondazioni, frane), la polizza copre i danni ai beni aziendali fondamentali, consentendo di affrontare i costi di ripristino o sostituzione con maggiore tranquillità finanziaria.
Avere una copertura assicura che l’azienda possa ripartire più rapidamente dopo un sinistro, riducendo i tempi di fermo produzione e i rischi di blocco delle attività.
Le banche e gli istituti finanziari spesso valutano positivamente la presenza di coperture assicurative solide, considerando queste imprese meno rischiose per l’erogazione di credito.
La polizza obbliga a una mappatura attiva dei beni a rischio, spingendo le aziende a monitorare e aggiornare periodicamente la propria esposizione.
Un ulteriore segnale della centralità di questo nuovo obbligo arriva da Regione Lombardia. Nella terza edizione del bando “Formazione continua”, dedicato al finanziamento di percorsi formativi per lavoratori e imprese, è stato introdotto un requisito stringente: le aziende che vogliono presentare domanda per i voucher devono obbligatoriamente allegare la polizza assicurativa contro i rischi catastrofali.
La formazione continua è un tassello importante per la competitività aziendale: grazie ai voucher, imprese di tutte le dimensioni possono ottenere finanziamenti fino a €2.000 per lavoratore, con un massimale fino a €50.000 per impresa, da utilizzare per corsi di aggiornamento professionale.
Non si tratta solo di una formalità, ma di un chiaro messaggio politico: chi vuole investire sul capitale umano deve prima dimostrare di saper tutelare l’impresa da eventi distruttivi. La formazione, insomma, cammina di pari passo con la responsabilità aziendale.
Più in generale, un aspetto fondamentale dell’obbligo della polizza catastrofale riguarda l’accesso alle agevolazioni e ai finanziamenti pubblici regionali.
La normativa prevede esplicitamente che le imprese che non siano in regola con l’obbligo assicurativo rischiano di non poter accedere a contributi, sovvenzioni o agevolazioni di carattere finanziario basate su risorse pubbliche.
Per conoscere più da vicino il bando Formazione continua di Regione Lombardia: Bando Formazione Continua.
Tutte le imprese iscritte al Registro delle Imprese, indipendentemente da:
La copertura minima deve includere:
| Adempimento | Scadenza |
|---|---|
| Stipula della polizza | Obbligatoria dal 2024 |
| Presentazione della polizza per bandi regionali (es. Lombardia – Formazione Continua Ed. 3) | Allegata obbligatoriamente alla domanda di partecipazione |
| Rinnovo annuale della copertura | Da verificare con la compagnia assicurativa |
| Controllo periodico da parte delle Camere di Commercio | In fase di rinnovo iscrizione o controlli a campione |
Per dimostrare la conformità all’obbligo:
In caso di mancata stipula:
Il Ministero delle Imprese e del made in Italy ha creato una pagina con le FAQ che è consultabile al seguente indirizzo.
La polizza catastrofale obbligatoria non è un adempimento fine a se stesso, ma un elemento chiave per la gestione del rischio, la sostenibilità operativa e la capacità di accesso ai finanziamenti pubblici.
Per le imprese lombarde, esserne in regola significa non solo rispettare la legge, ma dotarsi di uno strumento di protezione e competitività fondamentale in un contesto sempre più segnato da fenomeni naturali imprevedibili.
Al di là dell’obbligo, questa legge punta a stimolare un salto culturale: imparare a convivere con il rischio, senza subirlo. In un Paese geograficamente esposto come l’Italia, la prevenzione non è un’opzione, ma una necessità.
E in un’epoca in cui il cambiamento climatico rende sempre più imprevedibili gli eventi naturali, proteggere l’impresa significa proteggere il futuro.
Se la tua impresa non ha ancora provveduto, è il momento giusto per valutare una polizza catastrofale su misura e trasformare un obbligo normativo in una vera opportunità di resilienza e crescita.
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Elisabetta ha una Laurea in Storia Moderna e si è occupata fin dalla Laurea di risorse umane, collaborando poi con enti formativi nell’ambito della formazione finanziata, fino ad arrivare a lavorare a In Training. [Leggi il CV di Elisabetta Stefini]
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